La sicurezza moderna non può dipendere solo da revisioni manuali.
Nel modello DevSecOps, i controlli vivono nella pipeline CI/CD security, così che ogni cambiamento venga verificato in modo ripetibile. I principali livelli sono quattro.
SAST: Static Application Security Testing
Il SAST analizza il codice sorgente prima che l’applicazione venga eseguita. È utile per intercettare pattern deboli o vulnerabilità note già durante la fase di sviluppo, senza aspettare test in ambiente. È uno dei moduli più classici in una pipeline DevSecOps perché dà feedback rapido a chi scrive codice.
DAST: Dynamic Application Security Testing
Il DAST lavora sull’applicazione “in esecuzione”, simulando attacchi reali. Serve a scoprire vulnerabilità che emergono solo a runtime, come configurazioni deboli, errori di autorizzazione o esposizione di endpoint sensibili.
IAST: Interactive Application Security Testing
L’IAST combina le due logiche: osserva l’applicazione mentre gira e collega le vulnerabilità al punto preciso del codice che le genera. È particolarmente utile per ridurre i falsi positivi e accelerare la remediation.
Software Composition Analysis
La software composition analysis controlla librerie e componenti di terze parti inclusi nel progetto. È cruciale perché oggi la maggior parte del software è costruita su dipendenze esterne: se una libreria ha una falla, la tua applicazione eredita quel rischio anche se il tuo codice è perfetto.
Questi test non sostituiscono il giudizio umano, ma creano una base oggettiva di controllo continuo. In DevSecOps, la sicurezza diventa un flusso quotidiano e non un evento.