Situazione di partenza

A Gennaio 2019, il blog in questione contava circa 70 articoli in italiano ed inglese, suddivisi in 6 categorie. Il nostro intervento ha riguardato quindi un gran numero di url, contenuti e righe di codice. Un blog ricco di contenuti, infatti, è un’ottima risorsa per la propria attività, ma solo se questi contenuti generano un volume di traffico significativo che porta a conversioni.

Con questo articolo vogliamo evidenziare il concetto che applicando le best practice della SEO è possibile recuperare l’indicizzazione di molte keyword che a noi interessano e aumentare di conseguenza il traffico organico del sito web.

Analisi

La prima parte dell’ottimizzazione si è basata sull’analisi del sito attraverso l’utilizzo di determinati tool e l’esame del codice sorgente. Le attività che abbiamo eseguito sono state le seguenti:

  • Crowling del sito web;
  • Analisi dell’architettura del blog;
  • Analisi visiva dei plugin e del backend di WordPress;
  • Analisi delle prestazioni (velocità del sito, caricamento immagini e contenuti, ecc.);
  • Analisi dei metatag (title e description);
  • Analisi dei testi (linking interno, utilizzo degli headline, ecc.);
  • Analisi delle immagini (tag title e tag alt).

Report dell’analisi

Dall’analisi effettuata sono emersi diversi problemi relativi a:

  • Url degli articoli che non rispettavano l’architettura interna del blog;
  • Url che generavano errori 404;
  • Utilizzo erroneo dei tag negli articoli;
  • Mancanza di un opportuno linking interno fra gli articoli;
  • Utilizzo erroneo degli headline nei testi;
  • Title e description duplicati o non impostati correttamente;
  • Tag title e tag alt nelle immagini non settati.

Fase 1: Architettura del blog

Per prima cosa ci siamo dedicati a “ristrutturare” l’architettura del blog, partendo dall’ottimizzazione delle categorie e delle url degli articoli ad esse correlati. Successivamente, abbiamo sanato le url indicizzate che generavano errori 404, effettuando opportuni redirect 301.

In secondo luogo, abbiamo ripulito il backend di WordPress da una grande quantità di tag che erano stati utilizzati in maniera scorretta e che generavano anch’essi errori 404. Molte volte abbiamo visto, in tanti blog e siti web, un utilizzo “fantasioso” dei tag, come se fossero mistici strumenti per l’indicizzazione delle keyword. Un consiglio da parte nostra: non usateli se non sapete cosa sono!

Fase 2: Ottimizzazione dei testi

I testi degli articoli erano ricchi di contenuti ma poveri di ottimizzazioni SEO. Prima di tutto sono stati ottimizzati gli headline interni (H2 e H3), gli strong e inseriti opportuni link interni tra le pagine. Alcuni articoli sono stati ampliati e rivisitati perché carenti di testo e di informazioni pertinenti.

E per gli articoli male ottimizzati ma che sono posizionati e generano tanto traffico? Quelli non li abbiamo toccati, se per il momento a Google piacciono un motivo ci sarà 🙂 !

Fase 3: Ottimizzazione delle immagini

Tutti i SEO expert sanno che l’ottimizzazione delle immagini è fondamentale. In pochi però hanno realmente il tempo e/o la voglia di metterci le mani. Le immagini non vanno solo compresse e nominate correttamente, ma devono essere curate nell’ottimizzazione dei tag title e alt.

Richiede molta pazienza e dedizione ottimizzare oltre 300 immagini, ma se calcoliamo che una buona parte del traffico organico proviene anche da Google Immagini, questa è una delle best practice da tenere in considerazione al pari di tutte le altre.

Fase 4: Ottimizzazione dei metatag

Molti metatag delle categorie e degli articoli erano settati erroneamente: i title e le description erano troppo lunghi e non erano presenti keyword al loro interno.

I risultati: non è mai troppo tardi per ottimizzare!

In 3 mesi il blog ha aumentato di oltre il 60% il proprio traffico organico, migliorando il posizionamento delle keyword e aumentando il numero delle parole chiave indicizzate.

Per nostra esperienza, seguendo le best practice della SEO è possibile recuperare il traffico organico in poco tempo e strutturare una buona base di partenza per l’inserimento di contenuti futuri.

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